Con l’arrivo della primavera è iniziato il periodo delle allergie stagionali.

Raffreddori, starnuti, arrossamento degli occhi e asma bronchiali, questi sono solo alcuni dei sintomi che possono manifestarsi quando si soffre di allergie stagionali.

Sono molte le persone che ne soffrono, alcune in maniera più lieve, altre in forma più o meno grave, a causare la reazione allergica è per lo più l’alta concentrazione di pollini presenti nell’aria.

L’Accademia Europea delle Allergie ha comunicato che entro il 2025, circa il 50% della popolazione europea dovrà fare i conti con le allergie.

 

Causa delle allergie stagionali

Benché molti sintomi siano in tutto e per tutto simili a quelli di un raffreddore ostinato, a provocarle non c’è un virus in essere, bensì una risposta ipersensibile del sistema immunitario nei confronti di agenti estranei, conosciuti come allergeni.

Questi ultimi possono presentarsi in forme diverse e hanno origini varie: animale, vegetale, chimica e da inalazione in ambienti chiusi.

I più comuni sono il polline delle graminacee o di altre piante, gli acari della polvere oppure i peli di animali da compagnia.

 

Quali sono i soggetti più colpiti?

Recente è la ricerca condotta dall’Università di Tor Vergata che evidenzia come la rinite allergica – una delle manifestazioni più diffuse – colpisca oltre il 2% della popolazione romana.

Chi vive in città è più a rischio: l’inquinamento urbano, di per sé responsabile di varie patologie respiratorie, è il nemico numero uno degli allergici di tutto lo stivale, e parliamo di oltre 10 milioni di italiani.

Le polveri da smog, immesse nell’aria dalle auto e dai camion, aggregano i pollini e diventano così un veicolo per gli allergeni.

 

Allergie e cuore: possibile correlazione

L’analisi dei dati di un grande studio di sorveglianza americano mostra che chi ha una storia clinica di allergie (asma, allergie alimentari, allergie cutanee e altro) ha un rischio maggiore di ipertensione e malattie coronariche, rispetto a chi non soffre di queste patologie.

In particolare, l’asma ha mostrato il maggior grado di associazione con ipertensione e rischio di malattie cardiache.

Si tratta di uno studio osservazionale, che non consente di fare ipotesi sui meccanismi di questa possibile associazione, ma che evidenzia, secondo gli autori, l’opportunità di monitorare la pressione ed eseguire test cardiologici di routine nei soggetti allergici.

Yang Guo, dell’Istituto di dermatologia dell’ospedale di Shenzhen, Università di Pechino, primo autore dello studio ha commentato:

Per i pazienti con disturbi allergici, i medici dovrebbero prevedere misurazioni di routine della pressione sanguigna ed esami di screening per la malattia coronarica.”

Lo studio, precedentemente annunciato in un comunicato stampa, è stato presentato al congresso American College of Cardiology Asia 2022, che si è tenuto il 15 aprile.

 

 A quali complicazioni vanno incontro i cardiopatici?

I sintomi più fastidiosi e invadenti – il naso che cola, il forte prurito a occhi, naso e gola, gli starnuti e la pressione al petto – si accompagnano a una serie di conseguenze e controindicazioni per il nostro cuore.

Fra queste la prima è la mancanza di sonno. La privazione di riposo è una fonte di stress notevole per il nostro organismo, specie per il cuore. La correlazione tra malattie cardiache e disturbi del sonno è una realtà ormai conclamata. Alcune patologie dell’apparato cardiovascolare – l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia ischemica e lo scompenso cardiaco – possono infatti arrivare a peggiorare in modo significativo.

Anche l’asma, uno degli effetti dei fenomeni allergici, è strettamente correlata alle malattie cardiache.

Gli asmatici sono infatti più propensi a soffrire di cuore, perché il muscolo cardiaco, costretto a pompare il sangue con maggiore energia all’interno dei polmoni, risulta affaticato.

 

Come proteggersi: consigli pratici

Difendersi dall’azione combinata di allergie e inquinamento non è semplice.

Il primo passo da compiere è conoscere il nemico e, quindi, sottoporsi a test specifici per capire quali sono le sostanze da evitare assolutamente.

Fra le metodologie più utilizzate per individuare un’allergia troviamo: test cutanei, su cellule isolate o di provocazione con i presunti allergeni, ma anche la ricerca degli anticorpi allergici nel sangue.

Qualche misura precauzionale può essere tuttavia messa in atto.

Tra le mura domestiche:

  • Effettuare il ricambio dell’aria al mattino presto o alla sera tardi, quando la concentrazione di pollini nell’aria è inferiore, e tenere le finestre chiuse nelle ore centrali del giorno.
  • Asciugare le pareti della doccia per evitare la formazione di muffa e utilizzare il deumidificatore.
  • Lavare frequentemente pavimenti, tende e tappeti.
  • Cambiare spesso le lenzuola.
  • Usare specifiche fodere antiacaro per cuscini e materassi ed evitare i materiali che attirano polvere, preferendo nell’acquisto dei mobili vinile, legno, metallo e pelle.
  • Lavare i propri animali domestici una volta alla settimana per eliminare gli allergeni presenti nel pelo.
  • Utilizzare soltanto aspirapolveri dotate di filtri specifici.
  • Evitare per quanto possibile il contatto con tappeti, tappezzerie, moquette e peluche.

 

In ufficio:

  • Evitare di aprire le finestre durante la giornata lavorativa preferendo arieggiare l’ambiente all’arrivo.
  • Non entrare in contatto con fiori e piante.
  • Mantenere l’ufficio pulito dalla polvere per evitare allergie da acari.

 

All’aperto:

  • Evitare di frequentare luoghi ad alta concentrazione di pollini, come parchi e giardini. Se possibile preferire per una gita luoghi di mare o di montagna.
  • Non uscire nelle ore centrali o più calde della giornata, in cui la concentrazione pollinica è maggiore.
  • Evitare i primi momenti di un temporale, poiché la pioggia facilita il rilascio di allergeni da pollini.
  • Cercare di respirare con il naso, che al contrario della bocca trattiene parte degli agenti presenti nell’aria.
  • Controllare i calendari informativi per valutare in quali periodi dell’anno la presenza di polline è maggiore e bisogna fare maggiore attenzione.
  • Chi utilizza il motorino o la bicicletta dovrebbe usare la mascherina e gli occhiali da sole, se possibile di tipo avvolgente.
  • Tenere i finestrini dell’automobile chiusi e, se presente, attivare il filtro antipolline.

 

a cura del dott. Andrea Antonio Papa