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Calcio-antagonisti: farmaci per il cuore e per la pressione

Calcio-antagonisti: cosa sono

I calcio-antagonisti sono un gruppo di farmaci con un ampio spettro di indicazioni cliniche: possono essere utilizzati come farmaci antipertensivi, come farmaci antianginosi e come farmaci antiaritmici. I calcio antagonisti si dividono in diidropiridinici (Nifedipina, Nicardipina, Amlodipina, Lercanidipina) e non-diidropiridinici (Verapamil, Diltiazem): come suggerito dal nome, queste molecole agiscono andando a bloccare i canali del calcio, sia a livello del muscolo cardiaco sia a livello della parete dei vasi. Le diidropiridine agiscono prevalentemente sui canali del calcio dei vasi sanguigni, determinando vasodilatazione e quindi un effetto terapeutico di tipo antipertensivo ed antianginoso nei pazienti con angina da sforzo.

 

Indicazioni

I calcio antagonisti non-diidropiridinici agiscono principalmente sul muscolo cardiaco, determinando anch’essi un effetto antianginoso ma soprattutto un importante effetto di rallentamento della frequenza e della velocità di conduzione cardiaca: queste proprietà ne hanno permesso la diffusione come farmaci antiaritmici (sono definiti come antiaritmici di classe IV secondo la classificazione di Vaughan-Williams) nel trattamento di diverse tachiaritmie, come tachicardie sopraventricolari (fibrillazione atriale, tachicardia da rientro nodale, tachicardia da rientro atrioventricolare) e tachicardie ventricolari (tachicardie ventricolari idiopatiche da tratto d’efflusso, tachicardie ventricolari fascicolari).

 

Controindicazioni ed effetti collaterali

Dato l’importante effetto di riduzione della forza di contrazione del cuore, le non-diidropiridine devono essere evitate in pazienti con un deficit della funzione sistolica cardiaca, nei pazienti infartuati o scompensati e nei bambini molto piccoli. Gli effetti collaterali più comuni dei calcio antagonisti includono ipotensione, stipsi, edemi periferici, nausea, flushing facciale, cefalea, vertigini, iperplasia gengivale; le diidropiridine possono causare palpitazioni da tachicardia riflessa, mentre Verapamil e Diltiazem possono determinare bradicardia marcata e blocchi atrioventricolari.

 

Posologia

Le diidropiridine possono essere assunte solitamente una volta al giorno per os, come ad esempio l’Amlodipina; al contrario, Verapamil e Diltiazem vengono suddivisi in due o tre somministrazioni giornaliere orali oppure assunti in formulazioni a rilascio prolungato per una singola somministrazione quotidiana. Attenzione deve essere posta alle interazioni farmacologiche con altre molecole, come ad esempio i Beta-Bloccanti, al fine di evitare il rischio di ipotensione spiccata e bradiaritmie.

 

Contatta l’esperto in merito a questo argomento.

 

Dott. Giovanni Domenico Ciriello

Medico in Formazione Specialistica in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare
Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
Ospedale Monaldi – Napoli

 

Dott. Andrea Antonio Papa
Cardiologo Aritmologo, esperto in diagnosi e terapia dei disturbi del ritmo cardiaco

Dirigente Medico I livello
UOC Cardiologia e UTIC
Università della Campania L. Vanvitelli
AORN dei Colli – Ospedale Monaldi
Napoli

Di |2021-01-24T12:28:09+01:0024 Gennaio, 2021|